Classic Fusion

Hublot nasce nel 1976 da un’idea di Carlo Crocco, rampollo del gruppo italiano Binda produttore di orologi Breil, che decide di lasciare l'azienda per mettersi in proprio. Decide così di trasferirsi in Svizzera, patria dell’orologeria mondiale, dove fonda il gruppo MDM e avvia lo studio e la progettazione degli orologi Hublot.

Classic Fusion

Orologi Classic Fusion

Iniziano così 3 anni di ricerca e sviluppo per un orologio che doveva combinare insieme materiali come la gomma e l’oro, traendo ispirazione dalla nautica, come il Monaco Classic Week, la regata dedicata agli yacht classici che si svolge sotto gli occhi del Principe di Monaco e la Palma Vela di Spagna. Da qui la scelta del nome Hublot, nome derivante dalla parola francese “oblò”.
Il debutto avviene alla fiera di Baselworld nel 1980, il successo pero non è immediato, anzi alla fiera non si presenta neanche un cliente. Il successo arriva più tardi con l’interesse da parte delle famiglie reali, in particolare da Re Juan Carlos di Spagna e Carolina di Monaco, a questo il marchio deve il soprannome di “orologio dei reali”, proprio perché spesso indossato da principi e re di tutto il mondo.

BIG BANG Il Big Bang si impone non solo come fiore all'occhiello di Hublot ma anche come supporto di nuovi esperimenti estetici. Esplode sulla scena nel 2005. L'uomo dietro questo colpo di genio è un certo Jean-Claude Biver. Oltre la lunetta, sempre con la sua forma a oblò, Biver ha messo a punto il nuovo orologio in un concetto audace: la fusione dei materiali, il rinascimento della “Art of Fusion”. Dopotutto, il suo predecessore, Crocco, nel 1980 aveva avuto il coraggio di mettere una cassa d'oro su un cinturino di gomma.
Il Big Bang riceve addirittura il premio per il miglior design al prestigioso Grand Prix di orologeria di Ginevra. La collezione Big Bang è stata ulteriormente ampliata negli anni, introducendo nuovi materiali innovativi e diverse complicazioni. In fondo la sperimentazione è il punto di forza dell’azienda.

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